I consumatori insorgono: No alla “Lex Netflix”! – referendum depositato con successo

Comunicato stampa — 20.01.2022

Il referendum contro la nuova legge sul cinema (la cosiddetta "Lex Netflix"), lanciato dai Giovani Liberali Radicali, dai Giovani UDC e Giovani Verdi Liberali, è stato depositato oggi alla Cancelleria federale con circa 70’000 firme.

La Lex Netflix calpesta i bisogni dei consumatori ed è una violazione dei principi liberali. Secondo la nuova legge sul cinema, almeno il 30% dei film offerti dai fornitori streaming e dalle TV private dovranno essere europei: questi dovrebbero essere designati come tali e facilmente reperibili. Inoltre, in futuro gli attori interessati dovranno devolvere almeno il 4 per cento del loro reddito lordo ai cineasti svizzeri o pagare un'imposta sostitutiva all’Ufficio federale della cultura.

Il comitato referendario, che include anche il forum dei consumatori KF e SuisseDigital, combatte contro questa modifica di legge, che si approfitta degli utenti. La quota imposta di almeno il 30% di film europei, per esempio, viene applicata indipendentemente dalla domanda dei consumatori. Inoltre, questi film non devono soddisfare alcuno standard di qualità. I film e le serie di successo provenienti dall'Asia, dall'America Latina, dagli USA saranno quindi eliminati dal programma. 

"La Lex Netflix è ingiusta ed è una truffa ai danni di consumatori e giovani. Rappresenta, inoltre, un grave errore politico-normativo e uno schiaffo alla libertà di scelta del singolo consumatore su come intrattenersi!" afferma Daniel Mitric, presidente dei Giovani Liberali Radicali Ticinesi.

Inoltre, il nuovo obbligo di investimento di almeno il 4 per cento equivale ad una tassa sui film: sono fondi che vengono tolti agli attori interessati e ridistribuiti. Quasi nessun altro paese europeo ha quote obbligatorie così alte, per non parlare del resto del mondo. “Lo Stato si introduce in un settore in cui non è assolutamente richiesto, si siede accanto a te alla sera sul divano e decide cosa guardare. In aggiunta, questa nuova tassa sui film può essere aumentata a piacimento. Saranno i consumatori a pagarne il conto. Il nostro No è anche un rifiuto ad abbonamenti più cari!” afferma Alessio Mina, vicepresidente dei Giovani Liberali Radicali Ticinesi.

L’industria cinematografica locale, già oggi, è sovvenzionata per ben oltre 100 milioni di franchi all’anno; ad ulteriore dimostrazione della ridondanza di questa nuova tassa sui film. Questo obbligo di investimento rappresenta un pericoloso precedente: per la prima volta i fornitori di streaming come Netflix o Disney+ saranno costretti a sovvenzionare un’industria specifica con le loro entrate lorde. Questa è una palese lesione della libertà economica! C’è, inoltre, un grande pericolo che in futuro anche altre piattaforme digitali (ad esempio Spotify) siano costrette ad offrire almeno il 30% di produzioni europee. Per questi motivi, la Lex Netflix deve essere bocciata!