Interventi

Mozione: Apertura prolungata delle biblioteche cantonali

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“Solo l’uomo colto è libero”, Epitteto (filosofo greco).

Le biblioteche sono la culla per eccellenza della conoscenza, della ricerca e dello studio. Patrimonio culturale ma anche storico di una regione nonché luogo di incontro tra differenti generazioni.

Gli orari di apertura delle biblioteche cantonali di Bellinzona, Locarno, Lugano e Mendrisio non soddisfano sufficientemente le esigenze degli utenti, in particolare degli studenti, per i quali questi istituti non rappresentano soltanto luogo di consultazione e prestito di libri, ma anche un ritrovo dedicato allo studio ed alla riflessione.

I Giovani Liberali Radicali Ticinesi (GLRT) hanno constatato, anche dialogando con studenti di ogni età e livello formativo, che:

  • la domenica nessun istituto bibliotecario è aperto
  • il sabato pomeriggio le biblioteche di Bellinzona, Mendrisio e Locarno sono chiuse
  • lunedì a Locarno la biblioteca è chiusa e a Bellinzona è aperta unicamente la sera (17.00-21.00)
  • dal martedì al venerdì la biblioteca di Locarno è chiusa persino sul mezzogiorno
  • dal lunedì al martedì, la biblioteca di Mendrisio apre solo alle 12.00.

GLRT propone dunque di migliorare i tempi di apertura, nell’ interesse non solo degli studenti ma dell’utenza più in generale, adottando i seguenti orari almeno da settembre a giugno (periodo scolastico):

  • LU 12.00-19.00 (servizio prestiti dalle 13.00)
  • MA-VE 09.00-19.00 (servizio prestiti chiuso dalle 12.00 alle 13.00)
  • SA 09.00-16.00 (servizio prestiti chiuso dalle 12.00 alle 13.00).
  • DO libero accesso alla biblioteca, senza necessariamente offrire il servizio prestito

Va ricordato che questi istituti non sono unicamente utilizzati da giovani studenti delle medie, dei liceali e di altre scuole superiori, ma anche da universitari di atenei fuori cantone che spesso si trovano in Ticino a studiare e svolgere le loro ricerche.

GLRT, pur cosciente delle attuali difficoltà finanziarie del Cantone, ritiene che si possa comunque fare uno sforzo, sicuramente pagante, volto a migliorare la situazione, senza con ciò incidere in maniera troppo gravosa sul bilancio cantonale. Un suggerimento sicuramente realizzabile: coinvolgere, soprattutto durante le ore serali, studenti universitari e pensionati in questo progetto di riforma nonché offrire altri servizi, come già avviene in Nazioni vicine, per far vivere maggiormente le biblioteche.

Si chiede pertanto al Consiglio di Stato a che le misure qui proposte vengano messe in atto.

Per il gruppo PLR:


Paolo Pagnamenta, Samuele Cavadini, Giacomo Garzoli, Stefano Steiger, Giovanna Viscardi

 

Quale futuro per il castagno e l’economia ad esso legata?

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Lo scorso autunno si è caratterizzato, in particolare nel Mendrisiotto, per la mancanza del suo principale frutto che in passato rappresentava una delle più importanti fonti di sostentamento per la popolazione e che oggi viene opportunamente rivalutato : la castagna.

La castagna e le selve castanili, parte del nostro patrimonio storico e  naturalistico, assumono sempre più importanza in progetti legati all’economia sostenibile ed allo sviluppo regionale.

Basti pensare alla loro versatilità alimentare che permette di ottenere molti prodotti che possono vantare il « made in Ticino ». Negli anni il cantone ha stanziato diversi finanziamenti allo scopo di riqualificare le selve castanili nell’intento di recuperare la tradizione sociale, culturale ed economica della castagna. Unitamente al cantone si sono mossi altri enti pubblici, patriziati e privati i quali, investendo nelle selve castanili, hanno permesso una maggiore presenza sul mercato di prodotti legati alla castagna.

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2016: apertura della galleria ferroviaria Alptransit. Il Ticino c'è

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Il membri di GLRT presenti in Gran Consiglio hanno inoltrato al Consiglio di Stato una mozione per garantire un Ticino pronto al collegamento veloce tra nord e sud che sarà inaugurato tra pochi anni.


Nel 2016 verrà inaugurata la galleria ferroviaria Alptransit, che con i suoi 57 km sarà la più lunga al mondo. Grazie ad essa, Zurigo, la prima piazza finanziaria Svizzera, sarà raggiunta dal Ticino in soli 100 minuti di treno, viceversa il Ticino potrà essere raggiunto da Zurigo. Se da un lato vi è il rischio che la riduzione dei tempi di percorrenza comporti il trasferimento di posti di lavoro pregiati oltralpe, dall'altro vi sarà l'occasione per il Ticino, se saprà profilarsi quale territorio attrattivo all'insediamento d'impresa, di sfruttare nuove opportunità.

 

Opportunità di sviluppo economico e territoriale che il nostro cantone deve poter cogliere, da subito, con entusiasmo, spirito imprenditoriale e creatività.

Dobbiamo essere pronti ad affrontare questo importante appuntamento anche attraverso la presenza di forza lavoro qualificata, in particolare per quanto attiene la formazione di base.

 

In che modo:

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3 domande a Nicola Pini

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1. Un’uscita dal nucleare sarebbe più a sfavore o a favore all’ambiente?

Anche se a breve termine vi è il rischio di dover temporaneamente attingere a fonti più inquinanti, a lungo termine il processo è a mio modo di vedere favorevole all’ambiente, in quanto obbliga a investire massicciamente non solo nelle nuove energie rinnovabili, ma anche nel risparmio energetico.

 

2. Come conciliare posizioni ambientaliste ed esigenze di sviluppo economico?

Tramite l’innovazione e la tecnologia: per l’economia l’ambiente è un’opportunità, non una minaccia. Nel concreto occorre stringere un patto ambientale: da una parte accettare un contenuto (!) incremento dei prezzi dell’elettricità, dall’altra capire che non si può ostacolare sistematicamente la creazione di parchi eolici o centrali idroelettriche.

 

3. Nel campo delle energie rinnovabili, il Ticino su quali fonti deve puntare?

Non abbiamo né il sole del sud né il vento del nord, per cui occorre puntare prioritariamente sul legno e soprattutto sull’idroelettrico, tramite il rinnovamento degli impianti e lo sviluppo di nuove centrali di pompaggio che permettono di stoccare l’energia in esubero e utilizzarla per compensare i manchi derivanti dalle altre fonti rinnovabili, la cui produzione è per definizione variabile.

 

 

A cura del settimanale Opinione Liberale

 

MOZIONE - certificato energetico cantonale degli edifici e check-up energetico

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Certificato energetico cantonale degli edifici:

Nel corso dell’estate 2009 la Confederazione ha lanciato un’azione d’introduzione relativa al certificato energetico cantonale degli edifici con consigli al risanamento, azione esauritasi nel corso di poche settimane.

 

Il summenzionato certificato energetico cantonale degli edifici (di seguito CECE) attesta il fabbisogno energetico di un edificio necessario per un utilizzo standard, permettendo una valutazione della qualità energetica, il che comporta una maggiore trasparenza riguardo a costi energetici e comfort nell’acquisto e nell’affitto di edifici. Inoltre, il pacchetto supplementare CECE-plus segnala il potenziale di miglioramento energetico della tecnica e degli involucri degli edifici, offrendo la base per la pianificazione di misure di miglioramento costruttive e tecniche.

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